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Ogni vita vale:

giustizia per i decessi nelle RSA

CONTATTAMI PER FAR VALERE I TUOI DIRITTI

Se un tuo caro è deceduto in una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA), contattami: assieme verificheremo le responsabilità della struttura, i profili di colpa omissiva e se tu e la tua famiglia avete diritto ad un giusto risarcimento

Il mio compito, il vostro dovere

Come ripeto da sempre, non ho mai combattuto una guerra personale contro medici ed infermieri, né inizierò ora. Ho sempre e solo fatto causa alle strutture ed agli enti ospedalieri, senza mai coinvolgere personalmente chi opera all'interno di esse.

 

Quello su cui insisto da tanti anni è proprio questo: la sanità è stata distrutta economicamente, le risorse sono state azzerate da governi irresponsabili, per questo motivo da anni gli errori, le omissioni e le negligenze nelle cure sono tutt’altro che rari. Responsabilità pesanti come macigni, che gravano sulle spalle di amministrazione e politica, così come negli svariati casi di infezioni da Covid-19 avvenute nelle RSA.

Responsabilità da scandagliare a livello di istituzioni ed amministrazioni politiche e sanitarie, non certo additando all’operato del personale medico e paramedico, unanimemente riconosciuto come eroico, privato dei necessari supporti informativi e protettivi, e perciò vittima inconsapevole di un sistema immeritevole.

Responsabilità per mala gestio e violazione di principi di rango costituzionale

Se agli operatori di una RSA viene vietato di indossare la mascherina per non intimorire pazienti e parenti, se i pazienti infettati da Covid-19 non vengono identificati, o non vengono curati, o non vengono isolati dagli altri, è del tutto evidente che occorrerà attivare una stringente istruttoria, anche di carattere penale, per valutare a chi attribuire responsabilità e colpe in questi frangenti, per conclamata mala gestio e violazione di norme e principi di rango costituzionale (art. 32 della Costituzione Italiana: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività…”).

Tali profili di responsabilità, che condurranno ad una richiesta di risarcimento danni da parte dei parenti delle persone defunte in tali scenari aberranti,  dovranno in primo luogo essere imputati alle strutture ospedaliere, e successivamente – o subordinatamente – alle amministrazioni regionali o al governo centrale.

Avranno voce non solo i parenti dei pazienti defunti, ma anche quelli degli operatori medici, dei paramedici e degli infermieri, caduti sotto le falcidie del Virus, soldati di fanteria inviati alla pugna senza bardatura d’oplita.

Ogni singolo caso deve essere analizzato precisamente e separatamente. Chi ha avuto un lutto non può e non deve semplicemente attendere, nella speranza che le attuali inchieste giudiziarie, già attivate ed in corso, possano giovargli in qualche maniera. Se anche le indagini porteranno alla luce delle responsabilità, non è detto che la morte del proprio caro discenda causalmente, in modo automatico, da tali evidenze.

Ogni erede danneggiato è bene che assuma un consulente o un avvocato, per seguire da vicino la propria personalissima vicenda

​Elenco, in ordine sparso e senza pretesa di esaustività, i profili di colpa omissiva che possono essere presi in considerazione:
 

  1. Mancata attivazione da parte delle strutture delle dovute procedure preventive di isolamento del paziente;

  2. Mancato rispetto delle linee guida e delle buone prassi in caso di ricoveri di pazienti con sintomi di malattie contagiose;

  3. Omissione di misure relative a disinfezione, disinfestazione, sterilizzazione di ambienti e materiali;

  4. Omissione di misure relative a modalità di lavaggio delle mani da parte del personale ed all’uso dei dispositivi di protezione individuale;

  5. Omissione di misure relative a modalità di raccolta, lavaggio e disinfezione della biancheria; al sistema di smaltimento dei rifiuti; alla qualità dell’aria e degli impianti di condizionamento;

  6. Omissione di misure relative all’organizzazione del servizio mensa e degli strumenti di distribuzione di cibi e bevande; all’istituzione di un sistema di sorveglianza e notifica; al controllo e alla limitazione dell’accesso dei visitatori;

  7. Omissione di misure relative al controllo dello stato di salute dei dipendenti e degli operatori.

Se ritieni che un tuo caro sia deceduto a causa di soprusi di questo genere, puoi contattarmi per esaminare la vicenda.

Cosa occorre provare

Come sappiamo (LEGGI -> RESPONSABILITÁ CIVILE ORDINARIA E MEDICA) la responsabilità della struttura sanitaria ha natura contrattuale, con le dovute conseguenze in materia di regime probatorio (semplificando al massimo: in questa materia è relativamente più agevole raggiungere la prova della responsabilità per il danneggiato-attore in giudizio. Questo non significa che tutte le cause si vincono: servono varie accortezze, non sempre facilmente intuibili).

Quindi, nei giudizi di risarcimento del danno causato da attività medica, il danneggiato deve allegare e provare:

  • l’esistenza del rapporto di cura,

  • il danno,

  • il nesso causale.

La difficoltà di questo genere di cause si incontra nella prova del “nesso causale”, dato che proprio qui si annida il  fulcro della questione.

La causa delle morti è quindi:

 

"Lo stato di emergenza dovuto al potentissimo Virus"

oppure

 

"la mala gestio e le violazioni delle amministrazioni"

In questo campo avverrà lo scontro tra le avverse fazioni.

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